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martedì 20 dicembre 2011

PALLOTTOLE SU BROADWAY

(Bullets over Broadway) Di Woody Allen. Con Dianne Wiest, John Cusack, Chazz Palminteri. USA 1994. Commedia, 100 min.



Commediografo esordiente scende a compromessi con la mafia per sfondare a Broadway: in cambio dei finanziamenti, dovrà dare una parte di rilievo alla donzella del boss. La ragazza si dimostra però inetta, e le prove fanno preludere ad un fiasco colossale. Ci pensa nientemeno che un sicario del mafioso, improvvisamente innamoratosi di teatro, a risolvere le noie.
Ibrido tra commediola e gangster-story, cui obiettivo è farsi beffa del teatro con la "T" maiuscola, forse si perde in troppe tresche amorose affrontate con spirito leggero. Il tocco di Allen si sente pochino, e le sue piacevoli divagazioni dallo spirito scanzonato fanno comparsa di rado. In effetti, ci si ricorda quasi di aver visto un film di Allen solo nella gag finale. Semmai è un piacere veder recitare Chazz Palminteri, semi-sconosciuto attore che avrebbe meritato qualche riflettore puntato in più nel mondo del cinema, e la stagionata ma fascinosa Wiest.

★★★☆☆
3/5

mercoledì 18 maggio 2011

BRONX

(A Bronx Tale) Di Robert De Niro. Con Robert De Niro, Chazz Palminteri, Lillo Brancato. USA 1993. Drammatico, 115 min.




Bronx, anni '60. Calogero, a soli 9 anni, è già affascinato dai loschi personaggi che popolano il quartiere italoamericano, in particolar modo dal boss Sonny. Un giorno, Sonny uccide un uomo proprio sotto i suoi occhi. Chiamato a testimoniare, Calogero mente per non mettere nei guai il gangster che, riconoscente, prende il fanciullo sotto la sua protezione, nonostante la contrarietà dell'onesto padre, Lorenzo.
Esordio dietro la cinepresa per De Niro. "Bronx" pecca, nella prima parte, un po' troppo di citazionismo nei confronti dei maestri, vedi Coppola e Scorsese, che hanno diretto De Niro in opere del genere, sebbene la rappresentazione avvenga con stile dignitoso. In effetti, i personaggi tipici del quartiere vengono dipinti con cura e con un pizzico di sana ironia. La seconda parte, grazie alla tematica razziale e al messaggio morale più intonato, offre qualcosa in più. La scia di morte è la dichiarazione che il crimine non paga. De Niro, forse distratto, recita con prudenza, lasciando il segno meno di altre uscite. Ma la regia e il montaggio, dal sapore nostalgico, sono una sorpresa. Gli appassionati di mafia-movies aggiungano mezza stella in più.

★★★*☆☆
3,5/5