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martedì 1 novembre 2011

INVICTUS - L'INVINCIBILE

(Invictus) Di Clint Eastwood. Con Morgan Freeman, Matt Damon. USA 2009. Drammatico, 134 min.



Dopo aver vinto le elezioni per la presidenza del Sudafrica, Nelson Mandela studia il modo per cercare di abbattere il muro di pregiudizio che separa i suoi cittadini bianchi da quelli neri. La concomitanza dei mondiali di rugby nel Paese offre la possibità di sfruttare la passione per la nazionale sudafricana come arma di riconciliazione. Piccolo problema: la squadra non brilla certo per risultati. Mandela sprona allora i suoi atleti, inizialmente poco convinti, convincendoli dell'importanza di un eventuale trionfo, chiave per la rinascita.
Il film racconta di come nel 1995 la nazionale di rugby del Sudafrica, da squadra materasso, riuscì ad arrivare sino alla finale del torneo e a battere i favoriti neozelandesi. E' impressionante come Eastwood, negli ultimi anni, non sbagli un lavoro dietro la macchina da presa. La storia di "Invictus" potrebbe, soprattutto nella prima metà, far tirare qualche sbadiglio come la lettura di un polveroso libro di storia. Ciò non accade, perchè l'alternanza tra vicende sportive e politiche, con sullo sfondo lo sviluppo del dramma sudafricano, ispira un certo ritmo di narrazione. Il merito va anche allo straordinario Freeman, per il quale ormai gli aggettivi di elogio sono sprecati. L'adrenalina degli incontri si fonde infine con una commozione pura, palpabile, per un sogno divenuto realtà. Eastwood elabora (e sopratutto insegna) la storia in fotogrammi, dà peso alle parole giuste, e trasmette un messaggio d'amore per la razza umana senza distinzioni.

★★★★☆
4/5

martedì 29 marzo 2011

GONE BABY GONE

(Gone baby gone) Di Ben Affleck. Con Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, Amy Ryan. USA 2007. Drammatico, 114 min.



Boston. Patrick e Angie, una coppia di detective specializzata in ricerca di persone scomparse, accetta non senza riluttanza l'incarico di ritrovare una bambina della quale si sono perse le tracce. La madre tossicodipendente è invischiata in storie di traffico di stupefacenti, il che fa pensare ad un sequestro a fini ritorsivi. Individuato lo spacciatore che ha rapito la bambina, i detective si accordano col malvivente per uno scambio, ma la piccola muore tragicamente. Patrick non si dà pace, ma fiuta che nella vicenda qualcosa non torna.
Tratto da un romanzo di Dennis Lehane, le cui opere sono già state trasposte per il grande schermo con "Mystic River"(Eastwood) e "Shutter Island"(Scorsese). E' un esordio dietro la cinepresa che convince, quello di Affleck. Forse il montaggio che ricorda più un telefilm può risultare stucchevole, ma ciò che interessa di più sono le torbide acque nelle quali fa scorrere il suo sinistro noir: le strade del malanimo bostoniano coi suoi volti stravolti, il tema dell'innocenza infantile in un mondo tanto brutale, l'eterno dubbio di cosa sia il giusto e cosa sia lo sbagliato. Con l'adrenalina graduata al livello giusto. Non si respira quell'aria quasi soprannaturale del capolavoro "Mystic River", ma comunque riesce a mettere sul tavolo quesiti non futili. Peccato per un'interpretazione dei protagonisti che non riesce a lasciare molto il segno. Non a caso, rimane più impresso il lavoro svolto ai bordi da Amy Ryan, nei panni della madre tossica, e da Morgan Freeman, poliziotto veterano più al servizio di una legge morale che di quella dei codici.

★★★*☆☆
3,5/5